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- I have MS, and I didn't tell anybody.
- Yeah. So, you're having a little bit of a day.
- You're gonna make jokes?
- God doesn't make cars crash, and you know it. Stop using me as an
excuse.
- The party's not going to want me to run.
- The party'll come back. You'll get them back.
- I've got a secret for you, Mrs. Landingham: I've never been the most
popular guy in the Democratic Party.
- I've got a secret for you, Mr. President: your father was a prick
who could never get over the fact that he wasn't as smart as his
brothers. Are you in a tough spot? Yes. Do I feel sorry for you? I
do not. Why? Because there are people way worse off than you.
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For saving my wife and me from lives of terminal self-involvement

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Sono mesi che voglio scrivere di Milk, per il quale nelle prossime settimane Sean Penn vincerà tutti i premi possibili.
Di come il giorno dell’anteprima, a Los Angeles, fossimo tutti bloccati nel traffico perché il giorno prima avevano nella stessa cabina elettorale eletto Obama e proibito i matrimoni omosessuali, e i gay manifestavano davanti al tempio dei mormoni e c’era un casino che lèvati, e nei giorni successivi tutti, ovunque, ti spiegavano che in gran parte era una questione religiosa - perlopiù a votare contro erano stati i neri, e i neri sono molto religiosi, e si sa che sul vocabolario di qualunque lingua la definizione di religioso è ottuso o anche convinto che qualunque cosa venga data a un gruppo al quale non appartieni sia tolta a te - ma soprattutto una guerra tra poveri: con la delinquenza e la droga e l’abbandono degli studi e tutti i problemi che ha la comunità nera, cosa vuoi che gliene freghi del diritto dei froci a sposarsi. Ho capito, ma il fatto che non si sposino i froci non mi pare risolva neanche una delle questioni elencate. Ti guardavano come una che non capisce perché è forestiera, e in effetti lo eri e lo sei, vieni da un paese in cui i negri vengon visti con persino più diffidenza dei culattoni, quindi fai meno la spendida.
Di come, visto dall’Italia, il film sembri spaventosamente attuale e spaventosamente vicino, di come lui che in un comizio dice «I know I’m not what you expected but I left high heels at home» sia la miglior risposta preventiva a Vladimir Luxuria, che da Santoro maltratta il ragazzino gay di destra - colpevole di aver sintetizzato i pregiudizi dei vicini di casa spiegando che si aspettano di vederlo in tacchi a spillo - dicendogli «Tu fai un po’ di confusione tra trans e gay, devi chiarirti le idee» con la spocchia insopportabile di chi ha il bollino esclusivo per parlar di froci.
Della frase del titolo, la dice Milk in un dibattito, e funziona, per carità, ma è come lo scontro di diritti coi neri. Cioè, a nessuno viene la più logica delle obiezioni? Nessuno dice: e se anche fosse? Se anche i ragazzini emulassero gli insegnanti? Se anche, avendo insegnanti froci, domani ci fossero più gay di oggi? Stiamo dicendo che sarebbe un male perché essere gay è il male? Partiamo da questo principio, per difendere il diritto dei gay alla docenza? Mi sono persa un passaggio?
Comunque, sono mesi che voglio scriverne, poi non lo faccio mai. Magari domani.

Copritevi che a Milano fa freddo

Sarà pure legalese corretto, ma a me la lettera degli avvocati di Ivana a Rossano pubblicata da Novella2000, con quegli Your wife is desirous of effecting a separation at this time, fa ridere come i grandi classici della commedia all’italiana.

Ehi, tu, parlo con te, incrocio tra Tom Hanks e Hugh Grant che non ho visto in fila al supermercato ma che sicuramente mi ha visto, e sicuramente ha pregato che la cassiera si sbrigasse a passare i suoi gamberi e le sue olive, in modo da potermi fermare con una scusa e baciare sotto il vischio e produrre un numero spropositato di bambini coi miei anziani ovuli, ma poi si è fermato perché mi ha visto infilare tra gli acquisti Dimagrire - diretto da Raffaele Morelli e ha pensato ummadonna un’altra culona frustrata e ha confermato l’appuntamento per il veglione con una metabolicamente avvantaggiata che legge buoni libri.
Sappi che io non sono così. Cioè, sono anche molto peggio di così, ma peggissimo, una sfigata pazzesca, però in altri modi, e insomma ti giuro che non affiderei mai a Raffaele Morelli il conteggio dei miei grammi di carboidrati quotidiani. Ti giuro che era la prima volta. Ti giuro che non era per quello strillo a caratteri cubitali Elimina la stipsi: così fai volare il metabolismo, dai, non puoi averlo pensato davvero, che volgarità. Guarda più sotto. Nel riquadro rosso. Ecco. Lì. Lo capisci anche tu, no?, che a Lo dice la scienza: se butti via le cose vecchie dimagrisci facilmente non potevo resistere.

Debate camp
Frammenti/2

- I have to say you look good.
- Thank you.
- I don't remember you looking this good. Is something different?
- I don't know, the autumnal equinox is usually good to me, but...
- I think that's your cell phone that's been ringing.
- Yes. Excuse me. (answers her phone) Hello?
- Hey.
- Hello.
- You on your date?
- Well, I wouldn't call it that.
- Listen, you probably don't want to let him know it's me on the phone.
It's too intimidating. It's like going out with Cher and Sonny calls.
- How can I help you?
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Permalink - Categoria: Cose di coppie
- You should stop being mad at me.
- I'm not.
- You are. You know, I lost my job because of a strategy you organized.
- You lost your job in a fashion that insured you 93 better offers.
- That's sweet of you to look out for me, but I liked the job I had.
And when I lost it, I didn't pitch anything. I didn't stage a nutty.
I fought you, I lost, I had a drink, I took a shower. 'Cause that's how
it is in the NBA. You know what I do when I win? Two drinks!

Prima legge del disordine creativo

Dopo mezz’ora di bestemmie a causa della sparizione, dal cofanetto della quarta stagione di West Wing, del primo dvd, e ritrovamento in quel fetido porcile chiamato casa di un po’ tutto, dal Falò delle vanità a Eva contro Eva, ma non quel dannato West Wing season 4 disc 1 che pure sai di avere guardato pochi mesi fa, ti ricordi improvvisamente di avere, in un pomeriggio in cui ti riparavi dal freddo all’eppolstor, buttato cinquanta dollari in una carta prepagata di iTunes, e di potere con quella comprare le puntate, e vederle, subito, qui, adesso. Il consumismo è una cosa meravigliosa.

[Cavolo, non mi ricordavo fosse quella di «This is a time for American heroes, and we reach for the stars» Meraviglia. E anche: qualcuna ha il numero di Sam Seaborn, che vorrei farci dei bambini qui ora subito?]

Che comunque non potevi esser tu

Sono io che sono ipersensibile, o l’intervista all’ex di Ancelotti è la cosa più triste prodotta dopo il decesso di Dickens?